Bimbo di tre anni alla mamma: sì, no, sì

Il bimbo di tre anni con la madre affidata da un tribunale alla struttura diSan Patrignano che, dopo qualche giorno, glielo vuole sottrarre per darlo inadozione. E poi ci ripensa ancora. A parte le considerazioni più o menoideali, più o meno ideologiche o le sparate più o meno impregnate dipragmatismo, più o meno impregnate di moralismo, bisognerebbe tenere contodella realtà: una donna ha avuto una vita allucinante, ha avuto anche dei figli (e sarebbe stato meglio che non li avesse avuti, però... non siamouna dittatura eugenetica). Tanto premesso, vorrei rilevare che la donna èimpegnata in un'azione di recupero in una struttura idonea, che primeggianel mondo. Un tribunale (specializzato) l'aveva affidato a tale struttura,ma, dopo alcuni giorni, ci ha ripensato ed ha deciso di sottrarlo alla madreper darlo in adozione. E subito dopo l'ha restituito alla madre, forse sottola spinta di una tempesta mediatica: ecco, questo mi preoccuperebbe seavessi l'idea di una buona giustizia. Ma, siccome penso che la giustiziaitaliana sia in coma, non solo da anni, ma da lustri, vedo nella vicendasolo una conferma della mia convinzione: solo l'ultima di una lungaprocessione di provvedimenti "strani" iniziata in sordina già negli anni'60. E se un giudice specializzato arriva a tanto, cosa dobbiamo aspettarcida uno ordinario?